martedì 15 luglio 2008

Testimonianza di Sandro Bari

Sopralluogo al Foro Italico dell’8 luglio 2008
Il più “pesante” quotidiano nazionale esalta le serate ad uso del popolo estivo nelle discoteche, nelle birrerie, nelle friggitorie allestite all’interno del Complesso del Foro Italico. Quello che fu concepito e costruito per l’esaltazione dell’educazione fisica e sportiva, è ora luogo di sudati balli, di grassi hamburger, di birra e coca, di musica senza freni volumetrici. Ma lo stesso quotidiano, come tanti altri, non dice che, nel frattempo, la gru è all’opera per eseguire ulteriori scempi architettonici nelle strutture del Tennis e che, nonostante interventi di protesta decisi e qualificati, la scriteriata sabbiatura dei marmi prosegue a tutta velocità.
Prosegue senza tregua per finire entro il 31 luglio, come previsto dal cartello di cantiere, esposto ora finalmente dopo due anni dall’ingabbiamento (concess. DIA del 2-3-2006) e sempre comunque incompleto di dati. Abbiamo però potuto infine accertare chi sono gli operatori ai quali dovremo l’ “effetto pulizia” dell’Obelisco. Intendiamoci, loro non c’entrano: la ditta lavora, adesso, dopo due anni di fermo “pubblicitario”, e si sbriga, secondo le direttive della Soprintendenza. Infatti il lavoro intorno all’Obelisco volge al termine: le strutture e i tralicci che lo circondano servono ancora a esporre pubblicità e a nascondere alla vista le attrezzature contro le quali ci siamo battuti: sabbia e sabbiatrici.
L’Obelisco è inaccessibile alla vista, e quando ritornerà visibile, è probabile che ci si senta dire: “Avete visto che bellezza, che opera di pulizia abbiamo compiuto, e voi che eravate preoccupati di chissà cosa! Ci voleva tempo, ecco tutto, per restituirlo a tutto il suo splendore”. Se così fosse, saremmo costretti a dar loro dei bugiardi.
Perché l’Obelisco non aveva bisogno di alcun restauro, semmai soltanto di una “lavata”.
Perché per due anni non vi hanno lavorato, l’hanno solo usato come cartellone per fare soldi.
Perché fino all’ultimo hanno smentito di operare con la sabbiatrice, mentre abbiamo visto, fotografato, documentato l’operazione di sabbiatura.
Perché il lavoro che hanno compiuto avrà solo un temporaneo effetto visivo: le porosità causate dalla loro pulizia lo renderanno in brevissimo tempo preda delle polveri, dei fumi di scarico, della fuliggine. Nonostante gli asseriti trattamenti antismog, questo si intriderà nel marmo di Carrara che aveva resistito finora a ottant’anni di inquinamento senza danni.

Ora puliscono i blocchi marmorei del Viale dell’Impero. Gli operai hanno disposizioni di non parlare con estranei, non fare avvicinare, non fare fotografare.Noi invece abbiamo fotografato col teleobbiettivo i lavori di sabbiatura e possiamo documentare l’effetto che questo trattamento provoca, senza peraltro cancellare le scritte che vandali incoscienti lasciano con spray indelebili. Sappiamo anche che sarà effettuato un successivo trattamento con prodotti solventi, che dovrebbe migliorare l’effetto pulizia. E che, infine, sarà apposto un prodotto “antispray” che dovrebbe rendere possibile “spazzolare” le successive scritte senza ricorrere a nuove sabbiature. Ma se osserviamo le porosità lasciate dall’attuale “cura”, possiamo facilmente renderci conto che le prossime scritte saranno ancora più difficili da cancellare, perché penetreranno nel corpo del marmo. Quel che più rattrista è la constatazione che lo scopo ultimo di questa pulizia è solo fumo negli occhi: tanti soldi spesi per niente.

I blocchi, appena puliti, sono stati fasciati di plastica nera, perché i vandali, appena ne hanno visto il biancore, si sono affrettati la sera stessa ad imbrattarli di nuovo. Quindi, vengono “protetti” solo perché durino “puliti” fini alla data del 1 agosto, quando i commissionari si faranno belli dell’opera compiuta di fronte alla stampa compiacente e al pubblico ignaro. Dopodiché, senza alcun controllo e sorveglianza (ché mai ve ne sono se non agli ingressi durante le partite), tutto tornerà alla mercé dei delinquenti, gli stessi che ogni giorno pattinano sui mosaici e vi saltano distruggendoli, e che con i punzoni incidono i loro nomi sui pavimenti marmorei.
E noi che continuiamo a denunciare, a documentare, a segnalare…
Sandro Bari

3 commenti:

sempreverde ha detto...

Mi sa che si sta davvero esagerando, organizzate un'occupazione

cinziaG ha detto...

Devono andarsene via, lo vogliono capire?!

geometra ha detto...

esatto fuori dalle balle